PROBLEMATICHE DI COPPIA

In entrambi i sessi si riscontra di frequente la difficoltà di formare e stare in coppia e, al contempo, di vivere senza coppia. Nella spinta a stare insieme sono tante le attese e le idee relative a quali bisogni ed esigenze la coppia sia chiamata a rispondere.

Tra l’amante e l’amato non c’è coincidenza. In tale disarmonia strutturale risiederebbe il problema dell’amore, in essa è insita l’essenza dell’amore e del desiderio da cui deriva la formula lacaniana secondo cui amare significa dare ciò che non si ha a chi non lo vuole. L’oggetto perduto, ciò che manca all’amato, è altrove, rinviato ad altro oggetto e, ancora, ad Altro, lungo una catena di rimandi il cui termine, non essendoci, non è possedibile. Allo stesso modo, mentre l’amante ama, il suo desiderio è altrove, alla ricerca di un oggetto insistentemente spostato in un al di là che, per quanto vicino, per quanto prossimo, non cessa di essere perduto. L’amore assoluto, pieno, totalizzante è impossibile. Ed ecco che le incomprensioni, gli attriti e i litigi nascono dal momento in cui l’amato pensa che l’amante, e viceversa,  possa dargli la totalità di ciò che desidera e che gli manca. La domanda d'amore e' sempre una domanda sulla mancanza. A partire da una strutturale discordanza tra desiderio e amore, nel suo illusorio abbraccio, l’amante non incontra mai l’amato. Dove l’amore unisce, il desiderio sposta. L’incontro con l’Altro è esperienza del proprio limite. Ecco perché la condizione che rende possibile l’amore, come forma umana del legame, è la capacità di restare soli, di accettare il proprio limite. E’ necessario che ci sia il desiderio dell’Altro inteso come esperienza del non-tutto, della differenza e della separazione. 

Ma qual è l’elemento che può tenere insieme due individui? Esso è inerente al linguaggio, lo stesso significante della mancanza, quella mancanza che caratterizza il desiderio dell’essere parlante, uomo e donna. Questo è il punto di partenza, per i professionisti di ESPRESSIONE, nel lavoro con la coppia: rispetto alla dualità di quest'ultima, l'analista introduce un terzo elemento, simbolico, che tiene insieme i partner partendo dal paradosso fondamentale che le due metà non faranno mai “uno”, e il loro essere “due” deve essere pensato a partire da questo “tre”. Un luogo d'ascolto condiviso diventa, gradualmente, un posto per ciascuno, indicativo di un ordine simbolico che porta con sè un effetto di esclusione, effetto la cui analisi è necessaria per capire il legame soggettivo con l'Altro.

 

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