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I Disturbi Specifici dell'Apprendimento fanno riferimento a un gruppo eterogeneo di disordini che si manifestano con difficoltà nell'acquisizione e nell'uso di espressioni linguistiche, di lettura, di scrittura, di logica o calcolo. Essi sono di frequente segnalati dai docenti e, talvolta, dai genitori preoccupati per lo scarso rendimento, l’insuccesso scolastico e/o le condotte disadattive del figlio.

Il primo passo compiuto dalle istituzioni di cura è l'esame delle capacità fisiche (Q.I., deficit sensoriale parziale, insufficienza mentale grave su base organica) anche se, nella maggior parte dei casi, giungono a consultazione bambini normodotati le cui difficoltà scolastiche e di apprendimento fanno riferimento ad altro. Pertanto, di fronte al disadattamento scolastico bisogna prendere in considerazione tre partner: il bambino, la famiglia e la scuola. Spesso la richiesta dei genitori è che ci si occupi del figlio per “eliminare il sintomo” che compromette l'immagine di studente, lo espone a situazioni frustranti con gli insegnanti e i pari, esaspera la difficoltà di aderire al modello ideale che l'Altro esige. Il sintomo, piuttosto, rappresenta il tentativo di compromesso rispetto a ciò che vacilla nel mondo simbolico delle sue relazioni e non in uno sviluppo considerato “problematico” o “deviante”. L'analista per prima cosa ascolta il bambino, chiedendogli se e in che cosa vuole essere aiutato, cerca di capire il posto occupato dal suo disagio nella relazione con l'Altro scolastico, con l'Altro familiare. Al contempo, sostiene i genitori a passare da una domanda sul valore del sintomo del figlio alla significazione soggettiva della domanda.  “La scuola è fatta perché il bambino abbia fiducia, anche quando ha fatto male un compito o ha combinato una sciocchezza. Più si aiuterà un bambino a superare le sue difficoltà, più si sarà fatta opera di professore, di educatore”. Questo è l'insegnamento che F. Dolto trasmette a genitori, educatori e insegnanti. Nella difficoltà del bambino con la scuola e della scuola con il bambino, nella cornice della storia familiare, l'analista è il terzo che, a partire dal sintomo, inizia un discorso che aiuti i tre partner, nella loro relazione, a decodificare e superare le difficoltà.

 

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