DIPENDENZE

La società consumistica contemporanea spinge l’uomo al richiamo insistente di un godimento continuo e fine a se stesso. Le dipendenze rappresentano chiaramente l’altra faccia di una società che propone facili e precari modelli, con cui si identificano non solo adulti ma anche giovani e adolescenti. In altri termini, esse rappresentano la caduta della metafora paterna e l’emergenza del reale che si impone con la spinta dell’urgente cioè di qualcosa che deve essere subito soddisfatto, quindi impossibile ad essere rimandato.

La clinica delle dipendenze rileva la difficoltà del soggetto a separarsi dall’ideale di essere oggetto del godimento dell'Altro: il suo riferimento non è più il conflitto fra desiderio inconscio ed esigenze dell'Altro, bensì l'angoscia, che costituisce la sola erotizzazione che gli resta. J.A. Miller definisce “antiamore” la posizione del soggetto dipendente in rapporto all'Altro: invece di cercare l'oggetto attraverso l'amore verso l'Altro, egli rompe il legame sociale con l'Altro attraverso l'oggetto (es. droga). L'oggetto d'amore non è collocato nel campo dell'Altro ma ricade narcisisticamente nel corpo del soggetto. Si tratta di un meccanismo fuori dialettica, che non si evolve, che non ha  temporalità, che ripete infinitamente lo stesso schema confinando in un isolamento progressivo il soggetto.

Ecco che un progetto terapeutico si configura come la possibilità di reintrodurre il valore della parola e la capacità di rimandare la soddisfazione immediata del bisogno. Si tratta di elaborare una perdita, quella dell’oggetto idealizzato. Ciò appare in controtendenza con gli standard istituzionali, che puntano alla generalizzazione e alla classificazione del sintomo in rapporto all’oggetto della dipendenza e non al processo dinamico che sostiene il rapporto con quel determinato oggetto, causando la scomparsa del soggetto dietro al fenomeno. La clinica psicoanalitica va oltre perché ascolta la sofferenza del soggetto, cerca di liberare l'angoscia attraverso la parola, analizza il legame tra il soggetto e l'Altro; legame unico e particolare per ciascuno perché, benché l'oggetto della dipendenza possa essere comune in quanto medesimo, esso invece è espressione del fantasma del singolo.

 

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