ESPRESSIONE ONLUS

Centro Clinico di Psicoterapia Psicoanalitica e Istituzionale

Per l'accoglienza e il trattamento del disagio psichico


COSA FACCIAMO

Oggi la società risente di un assetto simbolico precario e di un logoramento delle relazioni, dei legami familiari, matrimoniali e affettivi. Ciò ha generato dei cambiamenti nelle manifestazioni patologiche, che causano un profondo malessere: casi borderline, psicosi fruste, aumento dell’autismo, iperattività, dipendenze patologiche, nuclei familiari multiproblematici, cosiddette forme “a doppia diagnosi” e così via.

Se si vuole essere all’altezza della domanda di aiuto in queste nuove forme di disagio, l’attività clinica non può prescindere da un’analisi permanente delle condizioni istituzionali in cui essa si svolge. Si agisce, infatti, in un contesto di integrazione pubblico-privato e socio-sanitario, con professionisti di diversi indirizzi e formazioni.

La psicoanalisi come prassi applicata all’istituzione non offre una tecnica ma un metodo di lettura condivisa e psicodinamica dei sintomi, delle scelte del paziente nel suo contesto concreto di vita, delle sue azioni, delle sue relazioni. Questo obiettivo richiede un saper fare integrato, una capacità di lettura clinica, una prontezza di diagnosi, una duttilità nella relazione con i colleghi, una conoscenza delle dinamiche di gruppo: si deve avere, prima di tutto, un metodo di lavoro fondato su una messa in discussione continua e una pratica costante di ricerca e verifica.

ESPRESSIONE ONLUS accoglie qualunque domanda d’intervento relativa al disagio psichico in termini di diagnosi e percorso psicologico individuale, familiare e di gruppo.

ESPRESSIONE ONLUS

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Nella società contemporanea si parla molto di famiglia, soprattutto in relazione alla deflagrazione delle strutture “tradizionali” e alla diffusione delle cosiddette “nuove famiglie”. Sul palcoscenico del dibattito socio-politico, protagonisti e antagonisti si scontrano, in nome dei diritti di genitori e figli, sull’identità della famiglia e sul posto che essa occupa in società. Uno scontro che rischia di alienare la consapevolezza che i diritti sono dell’essere che deve venire al mondo, ai genitori appartengono i doveri di garantirgli le migliori condizioni, materiali e psicologiche, per il suo divenire.

Partecipiamo alla vita la cui origine, in parte misteriosa, non si rintraccia nella nascita ma nel concepimento, quando l’incontro tra due corpi diventa comunicazione interpsichica, grazie a cui ciò che è inespresso a parole s’incarna. Un reciproco ma diverso dono di libertà quello tra madre e figlio che può essere tale solo se c’è un terzo, il padre, che lo consenta. La relazione tra bambino e adulto deve essere triangolare, soltanto così il bambino può sapere che la sua venuta al mondo e la sua possibilità di strutturarsi come soggetto dipendono dall’incontro di due desideri. La sofferenza legata alla mancanza e alla separazione diventa, grazie alla presenza e testimonianza di un terzo, il motore del desiderio: la funzione simbolica, mediata dalla parola, crea nuovi incontri.

Cos’è, allora, una “nuova famiglia”? L’apparire di diverse modalità di composizione familiare a cui la società presta attenzione? Ma proprio perché vi presta attenzione, esse appaiono. Ciò che, invece, è muto, esiste da sempre: è l’identità simbolica di una famiglia, l’unica che consente di essere genitori ed essere figli. Sono “concepibili” più possibilità di incontro tra due persone e più possibilità di incarnarsi di un figlio: l’importante, però, è che ad “essere concepite” siano le condizioni simboliche di tutti e tre gli esseri in gioco. E il gioco – come la vita, si sa – è desiderio e rischio.

DSA

Lunedì e Giovedì: 9:00 – 13:00

Martedì e Venerdì: 15:00 – 20:00 

CLINICA PSICOANALITICA DI NAPOLI



08.01.2020 h 16:00

V incontro di PRAXIS (Gruppo Clinico di Espressione)